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Home - Lavabi e piastrelle dipinte a mano - Piastrelle dipinte a mano: tecniche, formati e il patio di una casa di campagna con il Mod. Gamonal

Piastrelle dipinte a mano: tecniche, formati e il patio di una casa di campagna con il Mod. Gamonal

Data
  • 10.02.26

Indice

Le piastrelle dipinte a mano sono pezzi di ceramica smaltata il cui decoro viene applicato a pennello, un colore alla volta, sullo smalto crudo, prima della cottura definitiva. Per questo non ce ne sono due uguali: il tratto, la tonalità e la brillantezza cambiano leggermente da un pezzo all’altro. Si usano per zoccolature, paraschizzi di cucina, bagni, fontane e patii, e si prestano a disegni su misura.

Che differenza c’è tra una piastrella dipinta a mano e una stampata?

Nella piastrella dipinta a mano il colore viene steso a pennello sul pezzo smaltato, che poi va in cottura; quella stampata riproduce una fotografia del disegno con la stampa digitale o la serigrafia industriale. A un metro di distanza si somigliano. Da vicino, no.

I segnali che permettono di distinguerle senza fidarsi dell’etichetta:

  • Ripetizione esatta. In una scatola di piastrelle industriali il motivo si ripete identico. Nella piastrella dipinta a mano ogni fiore si chiude a modo suo e ogni linea ha il suo ritmo.
  • Carico del pennello. In controluce e al tatto si percepisce lo spessore dello smalto: zone in cui il colore si accumula e altre in cui il pennello ha trascinato meno pigmento.
  • Bordi del tratto. Nella cuerda seca resta una linea opaca e scura tra un colore e l’altro; nella piastrella stampata il contorno è netto e uniforme.
  • Coste e retro. Il pezzo artigianale lascia vedere il biscotto poroso e lo smalto termina in modo irregolare sui bordi.
  • Variazione di tono. Da un’infornata all’altra cambia l’intensità del blu o del verde. Non è un difetto: è la prova che lo smalto è stato applicato a mano.

Come si dipinge a mano una piastrella?

Il disegno si applica sullo smalto ancora crudo ed è il forno a fissarlo: il pigmento si fonde con la vetrina e resta protetto sotto uno strato di vetro. Ecco il percorso di un pezzo:

  1. Biscotto. L’argilla viene formata, essiccata e sottoposta a una prima cottura che la rende porosa e stabile.
  2. Smaltatura. Si ricopre con lo smalto di base, di solito bianco, che farà da fondo al disegno.
  3. Trasferimento del motivo. Si riporta sul pezzo con lo spolvero — una sagoma forata e polvere di carbone, come si è sempre fatto — oppure a mano libera.
  4. Pittura. Gli ossidi metallici si stendono a pennello, un colore alla volta: il cobalto dà i blu, il rame e il cromo i verdi, il manganese i marroni e i neri.
  5. Cottura. Seconda cottura intorno ai 1.000 °C. Gli ossidi, spenti e terrosi prima di entrare in forno, ne escono con il loro colore definitivo.
  6. Selezione. Si scartano i pezzi con salti di smalto e gli altri si raggruppano per tonalità.

Cuerda seca

Si traccia il contorno del disegno con una miscela grassa carica di ossido di manganese. Quella linea respinge lo smalto e fa da argine: impedisce che i colori colino durante la cottura. All’uscita dal forno resta opaca e scura, come il piombo di una vetrata, ma su una superficie perfettamente piana.

Cuenca o arista

Qui l’argine non si dipinge, si imprime: uno stampo preme l’argilla ancora morbida e lascia un rilievo che separa fisicamente i colori. La tecnica si diffuse tra il XV e il XVI secolo a Siviglia, Toledo e Muel e soppiantò la cuerda seca perché permetteva di produrre molto più in fretta. È una tradizione ancora viva negli azulejos andalusi, come raccontiamo nell’articolo sugli azulejos sivigliani.

Pittura libera su smalto

Senza contorno né rilievo: il pennello si appoggia sullo smalto crudo, che assorbe il pigmento come carta assorbente. Non ammette correzioni, ed è per questo che la mano del pittore si nota tanto. È la tecnica dei pannelli murali in ceramica.

Che misure e che peso ha una piastrella dipinta a mano, e quante ne servono al metro quadro?

Il formato a catalogo è il 10 × 10 cm, cioè 100 pezzi al metro quadro; secondo le schede prodotto, il pezzo si può richiedere anche in 15 × 15 cm. Il peso varia con la quantità di smalto e lo spessore del biscotto: tra i modelli 10 × 10 cm pubblicati si va da 0,24 a 0,52 kg al pezzo.

Piastrella dipinta a mano Mod. Gamonal 10x10 cm della collezione Toledo, con motivo floreale verde e bianco
Mod. Gamonal (AP31-07), collezione Toledo: 10 × 10 cm, 100 pz/m².
PezzoRif.MisurePeso per pezzoPezzi per m²
Piastrella dipinta a mano Mod. GamonalAP31-0710 × 10 cm0,52 kg100
Piastrella dipinta a mano Mod. AlquifeAP21-0110 × 10 cm0,24 kg100
Zellige MjeddijZS0210 × 10 × 1 cm0,16 kg100
Zellige MjeddijZS0115 × 15 × 1,6 cm0,30 kg45
CementinaH0610 × 10 × 1,5 cm0,35 kg100
Tozzetto in cementoH077 × 7 × 1,5 cm0,25 kg205

Per calcolare l’ordine, moltiplica i metri quadri per i pezzi al metro quadro e aggiungi la scorta abituale in cantiere per tagli e rotture, tra il 5 % e il 10 %. Con un pezzo dipinto a mano questo margine conta di più: un riordino arriverà da un’altra infornata e non avrà lo stesso tono.

Si possono posare piastrelle dipinte a mano in un patio o su una facciata?

Sì: in verticale e su un supporto stabile è un uso tradizionale — zoccolature dei patii, fontane e targhe stradali si realizzano così da secoli. Lo smalto sigilla la faccia a vista e la protegge dall’acqua e dal sole; la cautela riguarda il retro e le coste, che restano biscotto poroso.

La ceramica artigianale assorbe parecchia acqua. Nei rapporti di prova dei nostri materiali, lo zellige smaltato da 10 × 10 cm ha dato un coefficiente medio di assorbimento del 15,7 % e il cotto da 15 × 5 cm del 16,9 %, misurati secondo la UNE-EN ISO 10545-3 (versione spagnola della EN ISO 10545-3), contro lo 0,5 % che un gres porcellanato non supera. I documenti si trovano nei nostri rapporti di prova di laboratorio. Non abbiamo una prova specifica della piastrella dipinta a mano, ma l’ordine di grandezza è quello di una ceramica porosa smaltata: nelle zone soggette a gelo, usa un adesivo adatto all’esterno e non lasciare vuoti sotto la piastrella in cui l’acqua possa raccogliersi e gelare.

Per i pavimenti esterni la risposta cambia. Il Codice tecnico spagnolo (CTE) richiede, nel suo Documento di base DB-SUA 1, una classe di resistenza allo scivolamento in base all’uso, e una piastrella smaltata lucida non è un pavimento antiscivolo:

Valore Rd (PTV)ClasseDove è richiesta
Rd ≤ 15Classe 0Non ammessa in nessuna zona: il CTE richiede almeno la classe 1
15 < Rd ≤ 35Classe 1Zone interne asciutte con pendenza inferiore al 6 %
35 < Rd ≤ 45Classe 2Zone interne asciutte con pendenza pari o superiore al 6 % e scale; zone interne umide (ingressi, bagni, cucine) con pendenza inferiore al 6 %
Rd > 45Classe 3Zone interne umide con pendenza pari o superiore al 6 % e scale; zone esterne, piscine e docce

Il nostro terrazzo idraulico da 20 × 20 cm ha ottenuto un PTV di 59,5 nella prova a umido, cioè la classe 3, secondo il rapporto di prova n. 4718. È il criterio sensato per un patio: il pavimento lo risolve un materiale testato e la piastrella dipinta si riserva alla zoccolatura, alla fontana o alla panca, dove nessuno cammina.

Che risultato ha dato il Mod. Gamonal nel patio della casa di campagna?

Da Cáceres ci hanno mandato le foto di una fontana in mattoni di argilla rifinita con la nostra piastrella dipinta a mano Mod. Gamonal (AP31-07), della collezione Toledo, nel patio di una casa di campagna. È esattamente l’impostazione descritta sopra: la piastrella va in verticale sulla muratura in mattoni e il pavimento è risolto con un altro materiale.

Fontana in mattoni di argilla nel patio di una casa di campagna a Cáceres, decorata con piastrelle dipinte a mano Mod. Gamonal della collezione Toledo
Il patio della casa di campagna a Cáceres, con la fontana rifinita con il Mod. Gamonal.

Il Gamonal ha un disegno floreale nei toni del verde e del bianco, ed è proprio questo il motivo per cui funziona in questo patio: il verde dello smalto riprende quello della vegetazione e il bianco del fondo restituisce la luce che il mattone a vista assorbe. Con un modello più contrastato, l’insieme avrebbe fatto concorrenza alle piante invece di accompagnarle.

Grazie alla signora Concepción, che ci ha mandato le foto del progetto finito. Se stai affrontando una ristrutturazione simile, nell’articolo su come scegliere le piastrelle per ristrutturare una casa di campagna approfondiamo i criteri per questo tipo di lavori.

Quali collezioni di piastrelle dipinte a mano esistono?

Il catalogo riunisce più di sessanta modelli suddivisi in diverse serie con nomi di paesi, più una monocolore. Tutti condividono il formato 10 × 10 cm, quindi si possono mescolare nello stesso ordine senza problemi di tracciamento.

  • Collezione Granada (AP21). Tutta in blu e bianco, la tavolozza classica degli azulejos andalusi: Alquife, Barcinas, Albuñol, Órgiva, Monachil o Trevélez.
  • Collezione Toledo (AP31). Policroma, con verdi, ocra e toni miele: Gamonal, Torrijos, Mora, Oropesa, Ajofrín o Illescas.
  • Serie AP41. Sei modelli con nomi di paesi maiorchini: Petra, Escorca, Algaida, Manacor, Pollensa e Capdepera.
  • Monocolor (AP01) e tinta unita. Pezzi di un solo colore che fanno da fondo, da cornice o da pausa tra i modelli decorati.

Essendo smaltate, sono adatte alle zone umide, cucine e bagni compresi. La gamma completa è nella pagina piastrelle dipinte a mano, lavabi e tegole.

Come si abbinano più modelli in patchwork?

Il patchwork alterna modelli diversi dello stesso formato fino a formare un arazzo senza ripetizioni evidenti. Con la piastrella dipinta a mano funziona molto bene perché la variazione di tono tra i pezzi, che in una posa uniforme si leggerebbe come un difetto, qui diventa il punto di forza.

Vaso rivestito di piastrelle dipinte a mano in patchwork che abbina la collezione Toledo policroma e la collezione Granada in blu e bianco
Patchwork delle collezioni Toledo e Granada realizzato su un vaso.

Queste sono le regole che funzionano meglio per comporlo:

  • Un solo formato. Mescolare modelli è facile; mescolare misure obbliga a ripensare le fughe e a tagliare pezzi decorati.
  • Un colore ponte. Scegli un tono presente in tutti i modelli, anche solo nel fondo. Senza di esso, l’insieme sembra una scatola rovesciata alla rinfusa.
  • Pezzi in tinta unita come pausa. Intercalare pezzi monocolore, uno ogni quattro o cinque, calma il disegno e abbassa il costo al metro quadro.
  • Prova a terra. Disponi i pezzi prima di impastare qualsiasi cosa e fotografali: una volta sulla parete, non si torna indietro.
  • Superfici delimitate. Dà il meglio su un paraschizzi di cucina, un piano di lavoro, un tavolo o un vaso; in un bagno intero finisce per stancare.
Dettaglio del patchwork di piastrelle dipinte a mano delle collezioni Toledo e Granada di Demosaica
La collezione Toledo, policroma, accanto alla Granada in blu e bianco.

La stessa idea si può portare a pavimento con altri materiali; nell’articolo sulle piastrelle patchwork passiamo in rassegna gli abbinamenti che funzionano meglio. Se la piastrella dipinta sale lungo la parete, di solito a pavimento si sceglie una cementina dal disegno tranquillo, che non le faccia concorrenza.

Cementina Mod. 194 nei colori MC15, MC17 e MC22 della cartella colori di Demosaica
Mod. 194 in MC15, MC17 e MC22: una cementina sobria accompagna bene una parete dipinta a mano.

Come si posano e come si curano?

La posa è quella di una normale piastrella in ceramica, con due accortezze proprie del prodotto artigianale: le misure non sono precise al millimetro e il tono varia da una scatola all’altra.

  1. Verifica che il supporto sia in piano, pulito e asciutto: qui non c’è spessore con cui correggere una parete fuori piano.
  2. Apri tutte le scatole e mescolale prima di iniziare. Posare una scatola dopo l’altra crea macchie di tono sulla parete finita.
  3. Prova a secco l’intera superficie e segna le file. Se si tratta di un patchwork, fotografa la composizione.
  4. Applica un adesivo cementizio con la spatola dentata, adatto al supporto e, all’esterno, resistente alle intemperie.
  5. Posa ogni pezzo premendolo con una leggera rotazione, senza battere sullo spigolo smaltato, e lascia una fuga da 1,5 a 3 mm: assorbe la variazione dimensionale tipica del prodotto artigianale.
  6. Stucca le fughe quando l’adesivo ha fatto presa e togli i residui con una spugna umida prima che induriscano; da secchi, graffiano lo smalto.
  7. Elimina l’ultimo velo di stucco con un prodotto neutro. Il colore dello stucco cambia completamente il risultato: ne parliamo nell’articolo su quale stucco scegliere in base al colore della piastrella.

La manutenzione è semplice: lo smalto è uno strato di vetro.

  • Acqua e sapone neutro. Niente detergenti acidi, acido muriatico o disincrostanti: aggrediscono lo stucco e possono opacizzare gli smalti.
  • Niente pagliette metalliche né polveri abrasive: graffiano lo smalto e gli tolgono brillantezza.
  • La faccia a vista non ha bisogno di idrorepellente, a differenza del cotto non smaltato.
  • Conserva una piccola scorta dell’ordine per future sostituzioni.

Domande frequenti sulle piastrelle dipinte a mano

Quanto costa una piastrella dipinta a mano?

Dipende dal modello, dal numero di colori, dal formato e dal fatto che sia a catalogo o un disegno esclusivo: un pezzo monocolore e un motivo policromo con diverse passate di pennello non costano lo stesso. Mandaci i metri quadri, il modello e il formato e ti prepariamo un preventivo con i tempi di consegna.

Si possono posare a pavimento?

Come dettaglio decorativo in interni poco calpestati, sì; come pavimento continuo, no. Lo smalto lucido si graffia con il calpestio e non è un materiale testato allo scivolamento. Per il pavimento conviene una cementina o un terrazzo, che nelle nostre prove raggiunge la classe 3.

Posso ordinare un disegno personalizzato?

È un prodotto che si presta, perché il motivo si applica pezzo per pezzo: scritte, numeri, bordure o disegni per un progetto specifico. La cosa più sensata è partire da uno schizzo e approvare un campione prima di avviare l’ordine. Come si imposta un disegno su misura lo spieghiamo nell’articolo sulla personalizzazione delle piastrelle; verifica condizioni, tempi e quantità minime con il laboratorio.

Perché non tutti i pezzi sono uguali?

Perché il disegno si dipinge pezzo per pezzo e lo smalto si comporta in modo diverso a ogni infornata, a seconda della posizione del pezzo nel forno. Le differenze di tono, di spessore del tratto e di misura, nell’ordine di qualche millimetro, sono connaturate al prodotto e si compensano mescolando le scatole prima della posa.

Resistono su una facciata o in una fontana all’aperto?

In verticale e posate a regola d’arte, sì: è un uso tradizionale in patii, fontane e targhe. Lo smalto protegge la faccia a vista, ma il retro resta ceramica porosa: adesivo adatto all’esterno, nessun vuoto sotto la piastrella e attenzione in più nelle zone soggette a gelo.

In che cosa si differenziano dallo zellige?

Lo zellige è argilla marocchina smaltata e tagliata a mano pezzo per pezzo, senza disegno: il suo fascino sta nella vetrina irregolare e nella brillantezza disomogenea. La piastrella dipinta a mano porta un motivo applicato a pennello su smalto bianco. Spieghiamo che cos’è il mosaico zellige in un articolo dedicato.

Se hai tra le mani un patio, un paraschizzi di cucina o una fontana, il passo successivo è vedere i pezzi dal vivo: lo smalto e il tratto non si giudicano su uno schermo. Scrivici dalla pagina dei contatti indicando la superficie e il modello che ti interessa e ti confermeremo formati, tempi e campioni.

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Protezione dei dati. Titolare: Suelos Hidráulicos Demosaica, S.L. Finalità: rispondere alla tua richiesta di informazioni o di preventivo. Base giuridica: il tuo consenso. Destinatari: i dati non saranno ceduti a terzi, salvo obbligo di legge. Diritti: accesso, rettifica, cancellazione e gli altri tuoi diritti, scrivendo a privacidad@demosaica.com. Maggiori informazioni nella nostra informativa sulla privacy.

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Orari di apertura: 8:30 – 14:00 | 15:30 – 18:00 (M-Th) | 08:30 – 14:30 (V) | Luglio e agosto: 8:00 – 15:00 (M-F)

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