Il terrazzo colorato, in Italia detto anche graniglia, è una piastrella di cemento pigmentato con scaglie di marmo o vetro a vista, pressata, fatta maturare all’aria e levigata fino a farle affiorare. Il colore lo danno il pigmento della base e l’inerte scelto, e oggi si produce in quasi ogni tonalità, dal grigio di sempre al rosa, al verde o al color cotto, per pavimenti, pareti e piani di lavoro.
Che cos’è il terrazzo e da dove viene?
Il terrazzo è un materiale composito: scaglie di marmo, e a volte di granito, quarzo o vetro, legate con cemento e levigate dopo la presa. Non è ceramica: non si cuoce ma fa presa, e le scaglie restano a vista, diverse in ogni pezzo.
Dalle terrazze veneziane al terrazzo degli anni ’70
Nasce nella Venezia del XV secolo: gli artigiani recuperavano gli scarti di marmo dei palazzi, li stendevano su un letto di malta e li levigavano fino a rendere liscio il pavimento. Il nome viene da terrazza, le terrazze dove quell’impasto fu usato per la prima volta.
In Spagna il grande salto arrivò con l’edilizia residenziale degli anni ’60 e ’70: buona parte degli appartamenti fu pavimentata con terrazzo da 30 × 30 o 40 × 40 cm, quasi sempre grigio con scaglie bianche e nere. Il terrazzo colorato di oggi ribalta quel modello con basi chiare o intense e scaglie grandi. Per approfondire, leggi la storia del terrazzo idraulico.
Come si fa il terrazzo? Il processo, passo dopo passo
Una piastrella di terrazzo idraulico si fabbrica a freddo, senza forno, quasi come una cementina:
- Strato a vista. Si dosano cemento, polvere di marmo, pigmento e le scaglie di marmo o vetro scelte. Qui si decide il colore.
- Strato di base. Sopra va una malta di cemento e sabbia che dà corpo al pezzo.
- Pressatura. I due strati vengono compattati in una pressa idraulica; da qui il nome.
- Maturazione. Il pezzo fa presa e asciuga all’aria per giorni: la resistenza la dà l’idratazione del cemento, non la cottura.
- Levigatura e selezione. Si leviga la faccia a vista con abrasivi sempre più fini fino a scoprire le scaglie; poi si controllano tono, planarità e bordi.
Le nostre cementine si fabbricano una a una, e questo spiega una caratteristica comune a tutto il cemento pigmentato: all’interno dello stesso colore ci sono leggere variazioni di tono tra un pezzo e l’altro. Non è un difetto, e in tinta unita si nota di più: durante la posa mescola pezzi di scatole diverse.
Quali tipi di terrazzo esistono?
Il terrazzo si classifica per dimensione della grana, legante, formato, uso e finitura. Saperli distinguere evita di confrontare prodotti che non hanno niente in comune.
- Per dimensione della grana: micrograna (inerte fine, quasi uniforme), grana media (la classica delle case spagnole) e grana grossa o veneziana, a scaglie grandi e molto decorativa.
- Per legante: cementizio, il tradizionale, poroso e levigabile; o in resina epossidica, a strato sottile, meno poroso e quasi sempre per interni.
- Per formato: piastrella prefabbricata, che arriva già levigata dal laboratorio; o terrazzo continuo gettato in opera, senza fughe, che richiede la levigatura in cantiere.
- Per uso: interni, secondo la norma UNE-EN 13748-1, ed esterni, secondo la UNE-EN 13748-2, che richiede aderenza sul bagnato e assorbimento contenuto.
- Per finitura: lucida, opaca o pomiciata, e strutturata o lavata per esterni.
Il nostro terrazzo idraulico appartiene al primo tipo: piastrella pressata a base di cemento, levigata e con inerte di vero marmo.
Terrazzo cementizio, terrazzo in opera o gres effetto terrazzo
Buona parte di ciò che si vende come piastrella o ceramica effetto terrazzo è gres porcellanato con una grafica stampata che imita le scaglie.
| Caratteristica | Piastrella di terrazzo cementizio | Terrazzo continuo in opera | Gres effetto terrazzo |
|---|---|---|---|
| Composizione | Cemento pigmentato con vere scaglie di marmo o vetro | Cemento o resina con scaglie vere, gettato in opera | Impasto ceramico cotto con decoro stampato |
| Grana | Vera, diversa in ogni pezzo | Vera, senza fughe | Immagine stampata, motivo che si ripete |
| Assorbimento d’acqua | 5,9–6,2 % (terrazzo idraulico Demosaica, UNE-EN 13748-1) | Dipende dal legante | Inferiore allo 0,5 % (gruppo BIa, UNE-EN 14411) |
| Spessore abituale | 18 mm nel formato 20 × 20 cm provato | Da millimetri (epossidico) a centimetri (cemento) | 8–10 mm |
| Riparazione | Si rileviga e torna come prima | Si rileviga in opera | Non si rileviga: si sostituisce il pezzo |
| Esterni | Sì: classe 3 di scivolosità misurata (PTV 59,5) | Sì, con inerte e finitura adeguati | Solo serie con finitura antiscivolo |
Non mescolare le norme quando confronti le schede tecniche: il terrazzo cementizio rientra tra le lastre di calcestruzzo (UNE-EN 1339 e 13748) e il gres è ceramica (UNE-EN 14411), quindi i loro valori non sono confrontabili. Nell’articolo come interpretare le schede tecniche delle piastrelle vediamo quale prova conta in ogni caso.
Quali colori di terrazzo esistono e come si abbinano?
Il colore del terrazzo è la somma di due scelte: il tono della base pigmentata e il colore e la dimensione delle scaglie. Cambiando l’una o l’altra si passa dal grigio di sempre a un rosa con scaglie nere o a un verde con vetro.
Da Demosaica il colore della base si sceglie su cartella colori: quella della cementina ha 49 tinte, da MC1 a MC49, e il terrazzo ha la sua, che trovi nella pagina colori del terrazzo. Visto che le combinazioni sono centinaia, conviene partire dall’ambiente e dalla sua luce.


Che colore di terrazzo scegliere per ogni ambiente
- Soggiorni: base neutra (bianco sporco, grigio chiaro, beige) con scaglie a contrasto; regge bene i cambi di arredamento.
- Bagni piccoli: base chiara e grana fine o media; le tinte pastello (rosa, verde salvia, azzurro) rendono molto in pochi metri.
- Cucine: base di tono medio con scaglie miste, che mascherano l’uso quotidiano; cotto od ocra si sposano con il legno.
- Cortili ed esterni: toni terra o beige che non mettano in evidenza la polvere, e grana grossa.
- Negozi e ristorazione: nero con scaglie bianche, o una base intensa (verde bottiglia, bordeaux).
Oggi le combinazioni più viste sono quattro: base bianca con scaglie multicolori, l’effetto coriandoli che ha riportato di moda il terrazzo; base grigia con scaglie bianche e nere, il terrazzo anni ’70, posato con fughe sottili; base rosa o color cotto con scaglie bianche nei bagni; e base nera con scaglie bianche sulle scale. Un’altra strada è abbinarlo a un pezzo di forma diversa, come la cementina Chakar (H61, 20 × 17 cm), o a dettagli metallici.


Si può usare il terrazzo colorato per piani di lavoro, bagni e pareti?
Sì. Oltre che a pavimento, si usa per piani di lavoro, schienali della cucina, pareti del bagno, gradini e panche in muratura. A una condizione: proteggerlo dove è esposto ad acqua, grasso o acidi, perché il cemento e il marmo sono porosi e senza protezione si macchiano.
Piani di lavoro in terrazzo: colori e soluzioni
Ci sono due modi per realizzarli. Il primo è la lastra continua, su misura o gettata in opera e levigata come un unico pezzo. Il secondo è il piano piastrellato: un supporto in muratura rivestito di piastrelle di terrazzo, con fuga minima e stucco di cemento bianco. Il nostro terrazzo idraulico è in piastrelle, quindi la strada è la seconda.
Quanto al colore, in cucina comanda il piano di lavoro: una base chiara con scaglie grigie e nere sta bene con qualsiasi frontale; una verde, color cotto o blu richiede ante lisce. Limone e aceto intaccano il marmo delle scaglie, quindi il trattamento protettivo non è facoltativo. Altre idee nell’articolo piastrelle sui mobili: tavoli, testiere e piani di lavoro.


Terrazzo in bagno: pavimento, pareti e doccia
In bagno si può usare a pavimento e a parete, anche dentro la doccia: il nostro terrazzo idraulico è in classe 3 di resistenza allo scivolamento sul bagnato, quella che il Codice tecnico spagnolo (CTE) richiede per docce e piscine. Un rivestimento a mezza altezza è un’ottima soluzione per i bagni piccoli.


Il terrazzo va bene per esterni e zone umide?
Sì, purché il pezzo abbia un’aderenza sufficiente sul bagnato e un assorbimento d’acqua moderato. Il nostro terrazzo idraulico da 20 × 20 cm ha dato, nella prova del pendolo in condizioni bagnate a 20 °C, un valore PTV di 59,5 (valori singoli da 55 a 60) e un assorbimento del 5,9–6,2 % secondo la UNE-EN 13748-1. Entrambi i risultati sono riportati nel rapporto di prova n. 4718 di Elabora, laboratorio iscritto nel registro del governo regionale andaluso, la Junta de Andalucía (AND-L-155); puoi scaricarlo dalla nostra pagina delle prove di laboratorio.
Quel PTV colloca il pezzo in classe 3, il massimo della scala del Documento di base DB-SUA del Codice tecnico spagnolo (CTE):
| Valore Rd (PTV) | Classe | Dove è richiesta |
|---|---|---|
| Rd ≤ 15 | Classe 0 | Non ammessa in nessuna zona: il CTE richiede almeno la classe 1 |
| 15 < Rd ≤ 35 | Classe 1 | Zone interne asciutte con pendenza inferiore al 6 % |
| 35 < Rd ≤ 45 | Classe 2 | Zone interne asciutte con pendenza pari o superiore al 6 % e scale; zone interne umide (ingressi, bagni, cucine) con pendenza inferiore al 6 % |
| Rd > 45 | Classe 3 | Zone interne umide con pendenza pari o superiore al 6 % e scale; zone esterne, piscine e docce (il nostro terrazzo idraulico: 59,5) |
Un assorbimento del 6 % è ben diverso dal 15,7 % che abbiamo misurato nello zellige smaltato o dal 16,9 % del cotto. Ciononostante, in esterni conviene applicare un protettivo, dare pendenza e lasciare fughe di 3–4 mm. Nelle zone con gelate intense, parlacene prima: l’acqua che gela nei pori rompe dall’interno qualsiasi pavimento di cemento.


Che misure, pesi e pezzi al m² ha una piastrella di terrazzo?
Il terrazzo idraulico che abbiamo provato è il quadrato da 20 × 20 cm con 18 mm di spessore; la cementina dello stesso formato è spessa 15 mm, quindi se li abbini devi pareggiare le quote con l’adesivo. La tabella riporta i formati di cementine del nostro laboratorio, con misure, pesi e pezzi al m²; chiedici quali sono disponibili anche in terrazzo.
| Formato | Rif. | Misure | Peso | Pezzi |
|---|---|---|---|---|
| Quadrato | H02 | 25 × 25 × 1,8 cm | 2,30 kg/pz | 16 pz/m² |
| Quadrato | H03 | 20 × 20 × 1,5 cm | 1,30 kg/pz | 25 pz/m² |
| Quadrato | H04 | 15 × 15 × 1,5 cm | 0,79 kg/pz | 45 pz/m² |
| Rettangolare | H11 | 30 × 15 × 1,6 cm | 1,45 kg/pz | 23 pz/m² |
| Rettangolare | H12 | 25 × 10 × 1,6 cm | 0,86 kg/pz | 40 pz/m² |
| Rettangolare | H13 | 20 × 10 × 1,5 cm | 0,62 kg/pz | 50 pz/m² |
| Esagonale | H21 | 30 × 20 × 1,7 cm | 1,62 kg/pz | 21 pz/m² |
| Esagonale | H22 | 23 × 20 × 1,5 cm | 1,16 kg/pz | 29 pz/m² |
| Battiscopa liscio | HR01 | 20 × 10 × 1,5 cm | 0,66 kg/pz | 5 pz/ml |
La tabella risolve due dubbi frequenti. Quanto pesa il pavimento: con il 25 × 25 cm, circa 37 kg al metro quadro, un dato che conta nelle ristrutturazioni. E se esiste un battiscopa coordinato: sì, cinque pezzi al metro lineare, anche nelle versioni con profilo a gola e in rilievo. Trovi l’elenco completo nei nostri formati di cementine; aggiungi un 5–10 % per tagli e sfridi.


Come si posa e come si cura un pavimento in terrazzo?
Come una cementina: su malta o adesivo, con fuga sottile, stuccatura con cemento bianco e trattamento protettivo prima dell’uso. Per la pulizia quotidiana bastano acqua e sapone neutro; il nemico sono gli acidi.
- Fuga e stucco. Stucca con cemento bianco: gli stucchi colorati penetrano nei pori e non escono più.
- Protezione. Applica un protettivo o un idrorepellente sulla superficie pulita e asciutta, e rinnovalo nelle zone umide.
- Pulizia. Niente acido muriatico, aceto, limone o anticalcare: aggrediscono il cemento e il marmo.
- Riscaldamento a pavimento. Compatibile; rispetta le fughe e alza la temperatura in modo graduale la prima volta.
- Con gli anni. Se perde lucentezza o si riga, si rileviga e torna come prima.
Prodotti e frequenze li trovi nei nostri consigli per la manutenzione dei pavimenti in cementine, validi anche per il terrazzo.
Domande frequenti sul terrazzo colorato
Che cos’è il terrazzo e di che cosa è fatto?
È un materiale composito di scaglie di marmo, granito, quarzo o vetro legate con cemento (o con resina nelle versioni industriali) e levigate per lasciarle a vista. In piastrella si pressa in due strati, quello a vista con l’inerte e il pigmento e la base di malta, e fa presa senza cottura.
Che tipi di terrazzo ci sono?
Per grana: micrograna, grana media e grana grossa o veneziana. Per legante: cementizio o in resina epossidica. Per formato: piastrella prefabbricata o terrazzo continuo gettato in opera. Per uso: interni (UNE-EN 13748-1) o esterni (UNE-EN 13748-2). E per finitura: lucida, opaca o strutturata.
Quali colori di terrazzo posso scegliere?
Si scelgono separatamente il tono della base pigmentata e il colore e la dimensione delle scaglie, quindi le combinazioni sono centinaia. Oggi si chiedono soprattutto basi chiare con scaglie a contrasto e tinte pastello per i bagni, ma ci sono anche neri, verdi e toni cotto. Chiedi dei campioni: il colore cambia con la luce di ogni casa.
Una piastrella in ceramica effetto terrazzo è la stessa cosa di una piastrella di terrazzo?
No. La piastrella effetto terrazzo è gres porcellanato cotto con le scaglie stampate: assorbe meno dello 0,5 % d’acqua, non si rileviga e ripete lo stesso motivo. La piastrella di terrazzo è cemento con inerte di vero marmo, assorbe circa il 6 % e ogni pezzo è diverso.
Si può fare un piano di lavoro in terrazzo colorato?
Sì, in due modi: con una lastra continua su misura, oppure rivestendo un supporto in muratura con piastrelle di terrazzo, fuga minima e stucco di cemento bianco. In entrambi i casi va trattato con un protettivo da rinnovare nel tempo, perché il marmo delle scaglie si macchia con acidi come il limone o l’aceto.
Il terrazzo di oggi è lo stesso degli anni ’70?
Il materiale è lo stesso, cemento e marmo, e dura decenni. È cambiato il design: allora era quasi tutto grigio con scaglie bianche e nere in 30 × 30 o 40 × 40 cm; oggi la base si pigmenta in qualsiasi colore e si posa con fughe sottili. Un pavimento anni ’70 in buono stato si può rilevigare.
Se stai valutando un pavimento o un piano di lavoro in terrazzo colorato, parti dal catalogo di terrazzo e scegli due o tre combinazioni di base e scaglie. Chiedi i campioni e guardali a casa con luce naturale e artificiale. Per tempi di consegna, minimi d’ordine e pezzi speciali, rivolgiti al laboratorio.



