Gli errori più frequenti quando si mettono le cementine a capitolato sono trattarle come un gres porcellanato rettificato, pretendere norme ceramiche che non le riguardano, non fissare la classe di scivolosità richiesta dal Codice tecnico spagnolo (CTE), posarle su un sottofondo umido o fuori piano e lasciare fuori dal capitolato adesivo, fuga, stucco e trattamento. Quasi tutti si correggono in fase di progetto, non in cantiere.
Nel nostro laboratorio di Siviglia produciamo le nostre cementine per studi di architettura, interior designer e imprese di ristrutturazione: i problemi che ci arrivano non dipendono quasi mai dalla fabbricazione, ma dalla prescrizione. Questi sono i dieci più ricorrenti e come prevenirli nella relazione tecnica e nel capitolato.
Quali sono gli errori più frequenti nel mettere le cementine a capitolato?
Si concentrano in tre momenti: la redazione della voce di capitolato, l’accettazione del sottofondo e la stuccatura.
| Errore di prescrizione | Cosa provoca in cantiere | Come si evita in progetto |
|---|---|---|
| Trattarla come un gres porcellanato rettificato | Fughe fuori squadra e contestazioni su tono e calibro | Fuga di 2–3 mm e campionatura approvata |
| Chiederle marcatura e classi ceramiche | Si confrontano cifre che non sono confrontabili | Citare la UNE-EN 1339, non la UNE-EN 14411 |
| Non fissare la classe di scivolosità | Pavimento non conforme al DB-SUA | Classe 1, 2 o 3 per ambiente, con rapporto di prova |
| Ignorare umidità residua e planarità | Efflorescenze, macchie e pezzi che suonano a vuoto | Misurare l’umidità e controllare con la staggia da 2 m prima di tracciare |
| Adesivo grigio, rigido o steso a punti | Ombre sui pezzi chiari e piastrelle staccate | C2TE S1 bianco, doppia spalmatura, copertura totale |
| Stuccare senza protezione preventiva | Pigmento nel poro e disegno velato | Pretrattamento e prova di macchiatura su due pezzi |
| Computare a m² senza guardare i pezzi | Materiale mancante e lotti mescolati | Computare a pezzi con i pz/m² del formato |
| Non prevedere sfrido né scatola di scorta | Sostituzioni da un altro lotto con tono diverso | Un 10–15 % in più e scorta dello stesso lotto |
| Prescrivere senza schema di posa | Ritagli minuscoli sul perimetro a vista | Assi, tappeti, greche e raccordi definiti |
| Consegnare senza manuale di manutenzione | Pulizia con acidi e reclami | Guida alla pulizia e calendario di ripristino del protettivo |


Perché una cementina non si prescrive come un gres porcellanato?
Perché non è ceramica. Non si cuoce: si pressa a umido e fa presa, con uno strato a vista di cemento pigmentato di pochi millimetri su un corpo di malta. Questo cambia la norma applicabile, le tolleranze che ammette e il modo di posarla in cantiere.
Cementina e terrazzo idraulico sono piastrelle di calcestruzzo e si provano secondo la UNE-EN 1339, versione spagnola della EN 1339; il terrazzo, inoltre, secondo la UNE-EN 13748-1/2. Lo zellige e il cotto, invece, sono ceramici e ricadono nella serie UNE-EN ISO 10545 e la UNE-EN 14411. Chiedere la marcatura ceramica a una cementina genera solo ritardi e confronti impossibili.
La porosità è il secondo equivoco. Il nostro terrazzo idraulico da 20×20 cm ha dato un coefficiente medio di assorbimento d’acqua del 5,9–6,2 % (UNE-EN 13748-1); un gres porcellanato resta sotto lo 0,5 %. Non è un difetto: è la natura del materiale, e condiziona trattamento, stuccatura e uso in esterni.
Nella relazione tecnica conviene mettere per iscritto, oltre al modello e al colore:
- Fuga minima di 2–3 mm. Il pezzo artigianale ha variazioni di calibro; la posa a giunto unito non fa che portarle in vista.
- Variazione di tono accettata tra pezzi e tra lotti, come parte del linguaggio del materiale.
- Fornitura da un unico lotto per tutta la superficie, con una scorta dello stesso lotto.
- Campionatura preventiva di 1–2 m² con il disegno, la fuga e il protettivo previsti, approvata dalla direzione lavori con luce naturale, da asciutta e da bagnata: il protettivo scurisce il tono, e quel cambiamento va visto prima della produzione.
Quale classe di scivolosità richiede il CTE e come si giustifica?
La resistenza allo scivolamento è l’unico parametro del pavimento imposto dal Codice tecnico spagnolo, nel suo Documento di base DB-SUA 1. Il valore Rd si ottiene con la prova del pendolo d’attrito della norma spagnola UNE 41901:2017 EX e si traduce in quattro classi.
| Valore Rd (PTV) | Classe | Dove è richiesta |
|---|---|---|
| Rd ≤ 15 | Classe 0 | Non ammessa in nessuna zona: il CTE richiede almeno la classe 1 |
| 15 < Rd ≤ 35 | Classe 1 | Zone interne asciutte con pendenza inferiore al 6 % |
| 35 < Rd ≤ 45 | Classe 2 | Zone interne asciutte con pendenza pari o superiore al 6 % e scale; zone interne umide (ingressi, bagni, cucine) con pendenza inferiore al 6 % |
| Rd > 45 | Classe 3 | Zone interne umide con pendenza pari o superiore al 6 % e scale; zone esterne, piscine e docce |
L’errore abituale è scrivere «antiscivolo» senza classe né prova, o dare per scontato che uno stesso modello sia conforme in tutti gli ambienti. La classe si decide ambiente per ambiente e si giustifica con un rapporto di prova. Il nostro terrazzo idraulico da 20×20 cm ha raggiunto un PTV di 59,5 nella prova su superficie bagnata a 20 °C, con valori singoli da 55 a 60: classe 3, il massimo della scala, secondo il rapporto di prova n. 4718. Pubblichiamo i rapporti completi delle prove di laboratorio, emessi da Elabora (laboratorio iscritto nel registro della Junta de Andalucía, il governo regionale andaluso, con il numero AND-L-155), perché tu possa citarli con il loro numero davanti alla direzione lavori.
Una sfumatura che quasi nessuno spiega: il pendolo richiede un’area di scivolamento di 124×76 mm, quindi sui pezzi piccoli bisogna provare un campione già posato. Se richiedi la classe 3 su un formato piccolo, mettilo in conto per tempo.
Si possono prescrivere le cementine in esterni, nelle docce o nelle piscine?
In esterni sì, a certe condizioni; in immersione permanente no. A decidere è l’assorbimento: l’acqua trattenuta nel poro si espande quando gela e rompe il pezzo dall’interno, per cui nelle zone soggette a gelate il rischio è reale.
- Patii e terrazze in clima temperato: fattibili con pendenze e drenaggio ben progettati e un trattamento idrorepellente mantenuto nel tempo. I criteri sono nella guida alle cementine per patii e terrazze.
- Gelate ripetute o ambiente marino: curare al massimo il trattamento, proteggere dalla pioggia diretta (portici, logge) e avvisare il cliente che servirà una manutenzione periodica.
- Docce e bagni: bene a pavimento e a parete fuori dal piatto doccia; dentro la doccia richiedono la classe 3, un trattamento impeccabile e pendenze ben eseguite.
- Piscine e vasche con acqua permanente: escluse. Non è un materiale per l’immersione continua né per la clorazione costante.
Un’altra precauzione: se il pavimento resterà esposto al sole tutto il giorno, verifica con il laboratorio come si comporta il colore scelto prima di confermare la palette.
Cosa bisogna verificare nel sottofondo prima della posa?
Il sottofondo causa più patologie della piastrella stessa. Queste verifiche dovrebbero comparire nel capitolato come condizione di accettazione:
- Planarità. Staggia da 2 m, con la tolleranza abituale di circa 3 mm. Se non è rispettata, autolivellante prima di tracciare.
- Umidità residua. Igrometro a carburo (metodo CM). I produttori di adesivi chiedono di solito valori dell’ordine del 2–3 % sul massetto cementizio, e più bassi con il riscaldamento a pavimento. L’acqua intrappolata esce settimane dopo sotto forma di efflorescenze.
- Maturazione del massetto. Posare su malta fresca è la causa più ricorrente di salnitro in superficie.
- Riscaldamento a pavimento. Messa in funzione prima della posa, con accensione e spegnimento graduali: gli errori comuni nella posa di cementine sul riscaldamento a pavimento si evitano con un calendario, non con un prodotto.
- Giunti strutturali. Si riportano sullo strato di finitura; coprirli significa fessura assicurata.
- Giunto perimetrale lungo tutto il perimetro a contatto con le pareti, nascosto poi dal battiscopa.
- Giunti di frazionamento. Campi dell’ordine di 40 m² in interni e superfici molto più piccole in esterni, dove l’escursione termica è maggiore.
- Presentazione a secco del disegno prima di incollare, per verificare centri, tagli e raccordi. I dettagli sono nella nostra guida alla posa delle cementine.
Quale adesivo, quale fuga e quale stucco devono comparire nel capitolato?
Il sistema completo, non solo la piastrella: la classe di ogni materiale e chi è responsabile di ogni fase.
- Adesivo C2TE S1 bianco. C2 migliorato, T a scivolamento limitato, E a tempo aperto allungato e S1 deformabile. Sotto le piastrelle a fondo chiaro il bianco non si discute: il grigio traspare e lascia «fantasmi».
- Doppia spalmatura e copertura totale del retro. I vuoti tra i cordoli di adesivo concentrano le tensioni e portano a piastrelle rotte o staccate.
- Fuga di 2–3 mm con crocette, mai a giunto unito, e stuccatura solo ad adesivo indurito.
- Pretrattamento prima della stuccatura e prova di macchiatura su due pezzi in una zona nascosta. Gli stucchi molto pigmentati e quelli epossidici obbligano a curare ancora di più questa protezione.
- Stucco a grana fine in un tono controllato: il colore della fuga cambia la lettura del disegno quanto il motivo stesso. Per i criteri, vedi quale stucco scegliere in base al colore della piastrella.
- Idrorepellente o protettivo a penetrazione compatibile con il cemento pigmentato, in due mani e rispettando i tempi di maturazione.
- Pulizia finale con prodotto a pH neutro: vieta espressamente acidi e sgrassatori, che aggrediscono il cemento in modo irreversibile.
Come si computa e si ordina il materiale senza restare a corto?
La cementina si computa a pezzi, non a metri quadrati arrotondati. Il numero di pezzi al metro quadro evita di restare senza materiale; il peso dice quale carico aggiungi a un solaio in una ristrutturazione.
| Formato | Rif. | Misure | Peso per pezzo | Pz/m² | Peso del pavimento |
|---|---|---|---|---|---|
| Quadrato | H02 | 25 × 25 × 1,8 cm | 2,30 kg | 16 | 36,8 kg/m² |
| Quadrato | H03 | 20 × 20 × 1,5 cm | 1,30 kg | 25 | 32,5 kg/m² |
| Quadrato | H04 | 15 × 15 × 1,5 cm | 0,79 kg | 45 | 35,6 kg/m² |
| Quadrato | H06 | 10 × 10 × 1,5 cm | 0,35 kg | 100 | 35,0 kg/m² |
| Rettangolare | H11 | 30 × 15 × 1,6 cm | 1,45 kg | 23 | 33,4 kg/m² |
| Esagonale | H21 | 30 × 20 × 1,7 cm | 1,62 kg | 21 | 34,0 kg/m² |
| Esagonale | H22 | 23 × 20 × 1,5 cm | 1,16 kg | 29 | 33,6 kg/m² |
| Chakar | H61 | 20 × 17 × 1,5 cm | 0,58 kg | 50 | 29,0 kg/m² |
I pesi sono del solo pezzo: l’adesivo e lo strato di allettamento vanno sommati. La tabella completa dei formati di cementine comprende ottagonali, tozzetti e battiscopa, questi ultimi misurati in pezzi per metro lineare. E se citi un modello, metti il link alla sua scheda: la cementina Chakar ha il formato H61, 50 pezzi al metro quadro, più del doppio di un 25×25.
- Sfrido: un 10 % in più negli schemi di posa semplici e fino al 15 % in ambienti irregolari, con molti angoli, greche o tappeti tagliati.
- Scatola di scorta: materiale dello stesso lotto per riparazioni future. Una sostituzione con un altro lotto si nota.
- Tempi: la produzione artigianale richiede tempo per la fabbricazione, la presa e l’asciugatura. Verifica tempi, minimi d’ordine e disponibilità con il laboratorio prima di impegnarti su una data di consegna in cantiere.
Come si definisce lo schema di posa e si chiude la consegna al cliente?
Un disegno geometrico funziona solo se è tracciato: la differenza tra un progetto risolto e uno improvvisato sta nello schema di posa e nella campionatura approvata.
Dal brief allo schema di posa
Prima di scegliere il disegno, chiarisci come verrà vissuto lo spazio: se ci sono bambini o animali, quanta manutenzione è disposto a fare il cliente e che sensazione cerca. Questo brief determina formato, disegno e palette: una base neutra con un disegno vivace nelle zone chiave non è la stessa cosa di un mosaico protagonista in tutto l’ambiente.
Nello schema definisci gli assi di simmetria, dove cadono i tagli (sempre nella zona meno visibile), i raccordi con legno o gres porcellanato e i pezzi speciali: greche, battiscopa, gradini e tappeti. I centri del disegno devono coincidere con i punti su cui cade lo sguardo: l’ingresso, il fronte dell’isola, lo specchio del bagno. Trovi criteri per ogni ambiente nella guida ai motivi delle cementine più popolari.


Documentazione di consegna
Molti problemi non dipendono dalla fabbricazione, ma dall’uso. Consegna insieme alle chiavi una guida di pulizia e manutenzione (prodotti compatibili, frequenza, nuova applicazione del protettivo e cosa fare in caso di macchia), il riferimento del modello, il numero di lotto e il punto in cui è conservata la scatola di scorta. E scomponi il costo fin dall’inizio: materiale, adesivo, protettivo, manodopera specializzata, trasporto e pezzi speciali; posare mosaici e greche richiede mestiere, e un preventivo che guarda solo al prezzo al metro quadro risulta sottostimato.
Domande frequenti sulla prescrizione delle cementine
Quali sono gli svantaggi del pavimento in cementine?
È poroso e chimicamente reattivo: si macchia se non è trattato e soffre gli acidi e gli sgrassatori forti. Richiede adesivo deformabile, fuga di 2–3 mm, sottofondo asciutto e un primo trattamento eseguito bene. Ha variazioni di tono e calibro tra i pezzi, e la produzione artigianale richiede tempo. In cambio, invecchiando acquista una patina e si ripara pezzo per pezzo.
Si possono posare le cementine su un balcone o una terrazza?
Sì in clima temperato, con pendenza e drenaggio ben progettati, fughe ben stuccate e un trattamento idrorepellente mantenuto nel tempo. Nelle zone con gelate frequenti l’acqua nel poro gela e può rompere il pezzo, quindi conviene proteggerlo dalla pioggia diretta o scartare questa soluzione. Per l’immersione permanente, come la vasca di una piscina, non è il materiale giusto.
Quale norma bisogna citare nel capitolato per le cementine?
La UNE-EN 1339 (versione spagnola della EN 1339), norma delle lastre di calcestruzzo per pavimentazione; per il terrazzo idraulico si aggiunge la UNE-EN 13748-1/2. La scivolosità si giustifica con la prova della UNE 41901:2017 EX richiesta dal DB-SUA 1 del CTE. Le norme ceramiche — UNE-EN ISO 10545 e UNE-EN 14411 — riguardano lo zellige e il cotto, non le cementine.
Che fuga bisogna lasciare tra le cementine?
Tra 2 e 3 mm, con crocette, stuccata con stucco a grana fine quando l’adesivo è indurito. La fuga assorbe la variazione di calibro tipica di un pezzo artigianale e permette all’insieme di muoversi. Posare a giunto unito porta in vista quella variazione ed elimina il gioco di cui il pavimento ha bisogno per lavorare insieme all’edificio.
Quanto materiale in più bisogna ordinare?
Un 10 % in più rispetto al computo negli schemi di posa semplici e fino al 15 % con molti angoli, greche o tappeti tagliati. Inoltre conviene tenere da parte una scatola dello stesso lotto per riparazioni future: in un prodotto artigianale ogni lotto ha le sue sfumature, e una sostituzione successiva difficilmente si accorderà con il tono originale.
La cementina è antiscivolo?
Dipende dal formato, dalla finitura e dalla prova, quindi non va dato per scontato. La classe si determina con il pendolo d’attrito e si giustifica con un rapporto di prova: il nostro terrazzo idraulico da 20×20 cm ha raggiunto un PTV di 59,5, classe 3, nel rapporto di prova n. 4718. Chiedi sempre il dato del modello e del formato specifici che stai per prescrivere.
Se stai chiudendo una voce di capitolato, parti dal campione fisico: fuga, stucco e trattamento si decidono sul materiale reale. Scrivici dalla pagina di contatto del laboratorio indicando il progetto, gli ambienti e la classe di scivolosità che ti serve, e ti diremo quali formati e modelli fanno al caso tuo.




